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lunedì 18 ottobre 2010

Istruzione e formazione per vivere e lavorare nella società dei saperi


«MODERNIZZARE IL MODELLO SOCIALE EUROPEO INVESTENDO NELLE PERSONE E COSTRUENDO UNO STATO SOCIALE ATTIVO
Scuola, Rossoni: reggiungere obiettivi di Lisbona
«La dimensione europea è diventata parte integrante delle scuole da ormai molti anni, ma è soprattutto a partire dalla Dichiarazione di Lisbona del 2000 che istruzione e formazione professionale diventano "elementi chiave per lo sviluppo del continente europeo". Istruzione e formazione non solo risultano essere aspetti fondamentali per incrementare la competitività europea e per trasformare l'Unione Europa in un modello mondiale per l'istruzione, ma "diventano centrali per la diffusione di un'identità europea e per l'educazione alla cittadinanza".
Lo ha detto l'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia Gianni Rossoni, intervenendo alla premiazione del concorso, bandito dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, "L'Europa cambia la scuola", dedicato al riconoscimento della qualità della progettualità europea nella scuola italiana. L'iniziativa è stata ospitata al Palazzo Pirelli. Presente anche il direttore scolastico regionale Giuseppe Colosio. "Abbiamo fatto alcuni passi avanti - ha proseguito Rossoni - ma molta strada è ancora da fare per il raggiungimento degli obiettivi di Lisbona, anche se come Lombardia siamo più vicini della media italiana al raggiungimento di molti indicatori".
Il tasso di scolarizzazione superiore dei giovani tra i 20-24 anni è in Lombardia il 78%, in Italia il 75%, l'obiettivo è l'85%. Per la partecipazione femminile al mercato del lavoro la Lombardia è arrivata molto vicino al raggiungimento dell'obiettivo con il tasso di occupazione femminile che si attesta al 56,5%, mentre l'Italia è ferma al 46,5% (l'obiettivo è il 60%). Va invece aumentata ancora la partecipazione degli adulti alla formazione continua e permanente, ferma anche in Lombardia al 6,6% contro un obiettivo europeo del 12,5%. Secondo Rossoni, va potenziato il grado di cooperazione e integrazione tra gli Stati membri in questo campo.
"Un esempio positivo - ha spiegato - è la certificazione delle competenze che l'Europa ha sempre spinto molto, nella logica della messa in trasparenza dei titoli di studio, condizione essenziale per la mobilità degli studenti e dei lavoratori". In Lombardia a partire dal 2007, con la legge regionale 19, la certificazione delle competenze secondo le indicazioni europee è stata rilasciata a tutti i partecipanti ai percorsi di istruzione e formazione regionale.
"Progetti che favoriscono la collaborazione tra diverse realtà europee - ha sottolineato ancora Rossoni - sono risorse preziose sia per le persone che per le istituzioni coinvolte". "Queste esperienze - ha concluso l'assessore - mettono nella condizione di far riflettere e relazionare diversi aspetti di contesto relativi all'appartenenza locale/regionale (lombarda), nazionale (italiana) ed europea, comprendendo come queste tre dimensioni, se ben combinate, non sono certamente un limite, bensì una ricchezza necessaria per affrontare le grandi trasformazioni in atto nella nostra società".»
(Lombardia Notizie Ln - Milano))