Associazione Istruzione Unita Scuola Sindacato Autonomo
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giovedì 16 dicembre 2010

MIUR Lombardia: Composizione Organo di Garanzia Regionale per la secondaria di II grado

Decreto di nuova composizione dell’Organo di Garanzia Regionale per la scuola secondaria di secondo grado, a seguito delle dimissioni di un componente.
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: Ecco il Decreto 1149 del 16.12.2010 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia Ufficio I – Affari generali, personale e servizi della direzione generale
IL DIRETTORE GENERALE
RICHIAMATO
il proprio provvedimento Decreto n. 1071 del 30.11 u.s., mediante il quale provvedeva alla costituzione dell’Organo di Garanzia Regionale previsto dall’art. 2, c. 3 del D.P.R. 235/2007, che modifica l’art. 5 del D.P.R. 24.6.1998, n. 249, dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti;
CONSIDERATO che, con dichiarazione personale del 02.12.2010, uno dei componenti l’organismo in parola, e segnatamente la Prof.ssa Raffaella Ceci, ha rassegnato le proprie dimissioni;
CONSIDERATA la necessità di garantire il funzionamento costante ed efficiente dell’organismo stesso, che impone la sostituzione della docente succitata;
ACQUISITA la disponibilità degli interessati;

D E C R E T A

l’Organo di Garanzia Regionale previsto dall’art. 2, c. 3 del citato DPR 235/2007, che modifica l’art. 5 del D.P.R. 24.6.1998, n. 249, dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti per la scuola secondaria di II grado, risulta così composto:
Presidente: dott.ssa Luciana Volta Dirigente Ufficio I – USR Lombardia delegato del Direttore Generale USR Lombardia
Docente: prof.ssa Maria Rita Petrella USR Lombardia
Docente: prof.ssa Lidia Cecchi ITT A. Gentileschi di Milano
Docente: prof.ssa Anna Negri USR Lombardia/ UST Milano
Genitore: sig.ra Gianpiera Castiglioni Forum Regionale Associazioni Genitori Scuola
Studente: Giada Nardozza Consulta Provinciale degli Studenti di Monza e Brianza
Studente: Alain Scarlat Consulta Provinciale degli Studenti di Pavia
Al fine di garantire il comunque il funzionamento costante ed efficiente dell’organo di garanzia, si individuano, per ciascuna categoria, i seguenti membri supplenti, che possono far parte dell’organo di garanzia in caso di impedimento a partecipare da parte dei titolari:
Docente: prof. Francesco Stucchi USR Lombardia
Genitore: Fabio Degani Forum Regionale Associazioni Genitori Scuola
Studente: Christofer Talarico Consulta Provinciale degli Studenti di Bergamo
In caso di indisponibilità del Presidente titolare, è delegato a presiedere l’organo regionale di garanzia in parola la dott.ssa Morena Modenini, Dirigente Ufficio IV – USR Lombardia
La partecipazione alle riunioni dell’Organo di garanzia non dà diritto ad alcuna indennità o gettone di presenza.
A norma dell’art. 2, c. 7 del D.P.R. 235/2007, il predetto Organo di garanzia resta in carica due anni scolastici.
Eventuali modifiche o integrazioni che dovessero essere rendersi ulteriormente necessarie, nel periodo di vigenza dell’organo predetto,saranno predisposte con apposito atto di questa Direzione Generale.
Il direttore generale Giuseppe Colosio

domenica 7 novembre 2010

Ricongiunzione legge 29/79 e trasferimento della posizione assicurativa-CIrcolare INPS n. 142

Ricongiunzione legge 29/79 e trasferimento della posizione assicurativa: i chiarimenti Inps dopo l'entrata in vigore della legge 122/2010
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: Ecco la Circolare N° 142 del 05-11-2010 della Direzione Centrale Pensioni

OGGETTO: articolo 12, commi da 12septies a 12undecies, della legge 30 luglio 2010, n. 122
- modifiche apportate all’articolo 1 della legge 7 febbraio 1979, n. 29
- variazione dei parametri di calcolo degli oneri dovuti dagli iscritti che chiedono la ricongiunzione nel Fondo Ferrovieri ai sensi dell’articolo 2 della legge n. 29/1979
- abrogazione delle norme sulla costituzione, a titolo gratuito, della posizione assicurativa nel FPLD
SOMMARIO:
Vengono illustrate le innovazioni introdotte dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 in materia di ricongiunzione dei periodi assicurativi ai sensi degli articoli 1 e 2 della legge 7 febbraio 1979, n. 29 e le conseguenze che si determinano in seguito all’avvenuta abrogazione delle norme che disciplinavano la costituzione nel FPLD, a titolo gratuito, delle posizioni assicurative trasferite da altre gestioni pensionistiche.
Premessa
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 30 luglio 2010 è stata pubblicata la legge 30 luglio 2010, n. 122, di conversione, con modificazioni, del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78. Le disposizioni introdotte in sede di conversione della legge in esame entrano in vigore il 31 luglio, giorno successivo a quello della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
L’articolo 12, commi da 12septies a 12undecies, della citata legge introduce nuove disposizioni in materia di ricongiunzione dei periodi assicurativi, intervenendo sugli articoli 1 e 2 della legge 7 febbraio 1979, n. 29 ed in materia di trasferimento delle contribuzioni da vari ordinamenti pensionistici, con costituzione delle posizioni assicurative nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti dell’assicurazione generale obbligatoria.
PARTE PRIMA
Modifiche normative apportate alla legge 7 febbraio 1979, n. 29

L’articolo 12 della legge n. 122/2010 in esame, con il comma 12septies, interviene sul disposto dei primi 3 commi dell’articolo 1 della legge n. 29/1979, che consentivano la ricongiunzione nel FPLD a titolo gratuito dei periodi di contribuzione maturati presso forme di previdenza sostitutive, esclusive o esonerative dell'Assicurazione generale obbligatoria IVS (di seguito definite “alternative”), introducendo un onere a carico dei richiedenti anche per tali tipologie di operazioni.
Con il comma 12decies, il medesimo articolo 12 modifica le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 1, della legge 7 luglio 1980, n. 299, che definisce i parametri di calcolo degli oneri di ricongiunzione nei casi di applicazione dell’articolo 2 della legge n. 29/1979 relativamente ad alcune categorie di dipendenti pubblici.
1 - La ricongiunzione nel Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti fino al 30 giugno 2010
La ricongiunzione nel Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti dei periodi assicurativi maturati in Gestioni “alternative” dell’AGO e/o nelle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi Artigiani, Commercianti, Coltivatori diretti, coloni e mezzadri, disciplinata dall’articolo 1 della legge 7 febbraio 1979, n. 29, si rivolge ai lavoratori dipendenti che siano stati iscritti presso forme obbligatorie di previdenza “alternative” dell'assicurazione generale obbligatoria IVS e/o in una o più gestioni dei lavoratori autonomi, riconoscendo loro la facoltà, “ai fini del diritto e della misura di una unica pensione, di chiedere, in qualsiasi momento, la ricongiunzione di tutti i periodi di contribuzione obbligatoria, volontaria e figurativa presso le sopracitate forme previdenziali mediante la iscrizione nell'assicurazione generale obbligatoria e la costituzione in quest'ultima delle corrispondenti posizioni assicurative.”
Detta facoltà può essere esercitata se il lavoratore può far valere periodi di contribuzione in almeno due delle suddette forme pensionistiche:
- un periodo di iscrizione nel FPLD ed un periodo di iscrizione in una gestione “alternativa”;
- due periodi di iscrizione in due diverse gestioni “alternative” ;
- un periodo di iscrizione nel FPLD ed un periodo di iscrizione in una delle gestioni speciali per lavoratori autonomi;
- un periodo di iscrizione in una gestione “alternativa” e un periodo di iscrizione in una delle gestioni speciali per lavoratori autonomi
ed a condizione che tali periodi non abbiano dato luogo alla liquidazione di una pensione diretta.
Come rilevabile da quanto sopra esposto, per effettuare la ricongiunzione nel FPLD ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 29/1979 non è richiesta l’iscrizione in atto alla data della relativa domanda, né è previsto un requisito contributivo minimo ma è comunque condizione necessaria che il lavoratore sia titolare di contribuzione in almeno due gestioni pensionistiche diverse.
Qualora l’operazione di ricongiunzione debba comprendere anche periodi di lavoro autonomo è ulteriormente richiesto che nel periodo intercorrente fra la domanda di ricongiunzione e l'ultima contribuzione da lavoro autonomo siano stati maturati almeno cinque anni di contribuzione in una o più gestioni dei lavoratori dipendenti.
Anteriormente al 1° luglio 2010 la ricongiunzione nel FPLD dei periodi contributivi maturati in ordinamenti pensionistici “alternativi” dell’Assicurazione generale obbligatoria avveniva senza oneri per il richiedente: esisteva solo l’obbligo a carico delle predette gestioni di trasferire nel FPLD la contribuzione relativa ai periodi ricongiunti, maggiorata di interessi al tasso annuo del 4,50 per cento. Era invece onerosa per il lavoratore l’operazione che riguardava periodi contributivi provenienti dalle gestioni autonome ART, COM e CD/CM: la relativa copertura finanziaria era costituita, in tale ipotesi, dall’ammontare dei contributi e relativi interessi accreditati dalle gestioni di provenienza e dalle somme dovute a carico del richiedente, determinate secondo le disposizioni in vigore alla data della domanda.
2 - Modifiche apportate all’articolo 1 della legge n. 29/1979
Come dispone l’articolo 12, comma 12septies, della legge n. 122/2010 “A decorrere dal 1° luglio 2010 alle ricongiunzioni di cui all’articolo 1, primo comma, della legge 7 febbraio 1979, n. 29, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2, commi terzo, quarto e quinto della medesima Legge. L’onere da porre a carico dei richiedenti è determinato in base ai criteri fissati dall’articolo 2, commi da 3 a 5, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184.”
Consegue che, con effetto sulle istanze presentate dalla predetta decorrenza, la ricongiunzione nel FPLD avverrà sempre a titolo oneroso, qualunque sia la gestione di provenienza dei periodi interessati ed a prescindere dalla natura dell’attività (subordinata o autonoma) alla quale si riferiscono i relativi contributi.
Pertanto, coloro che a decorrere dal 1° luglio 2010 si avvalgano della facoltà di cui all’articolo 1 della legge n. 29/1979 sono tenuti al versamento di una somma pari al cinquanta per cento della differenza fra l'importo dell’onere di ricongiunzione - calcolato secondo i criteri dell'articolo 2, commi da 3 a 5, del D.Lgs. n. 184/1997, attualmente vigenti - e l'ammontare dei contributi e degli interessi trasferiti dagli ordinamenti interessati.
Nello specifico, l'onere di ricongiunzione deve essere determinato in relazione alla collocazione temporale dei periodi ricongiunti ed alla loro valutazione ai fini pensionistici. In altri termini, i periodi che rientreranno nel calcolo retributivo della futura pensione danno luogo ad un onere quantificato in termini di riserva matematica, determinata sulla quota di pensione corrispondente al periodo ricongiunto, secondo i criteri stabiliti dall’art. 2, comma 4, del D.Lgs. n. 184/1997.
I periodi oggetto di ricongiunzione che rientreranno nel calcolo contributivo della futura pensione danno invece luogo ad un onere determinato secondo i criteri fissati dal comma 5 del medesimo articolo 2, sulla base della “retribuzione di riferimento” e dell’aliquota contributiva IVS vigente alla data di presentazione della relativa domanda.
Le nuove disposizioni si applicano alle domande presentate dal 1° luglio 2010 in poi. Le ricongiunzioni ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 29/1979, richieste in data precedente, dovranno essere invece definite sulla base delle previgenti disposizioni.
Sono integralmente estese alle ricongiunzioni in esame le modalità di esercizio della facoltà, i termini di versamento degli oneri previsti, le condizioni che determinano la decadenza e quelle di reiterazione della domanda, già definite relativamente alle ricongiunzioni nel FPLD dalle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi.
Nel confermare che nei casi di coincidenza di più periodi assicurativi vanno applicati i criteri fissati dall’articolo 8 della legge n. 29/1979, si precisa che la contribuzione volontaria versata nel FPLD coincidente con periodi assicurativi affluiti nel FPLD da altra gestione pensionistica dovrà essere annullata e rimborsata; gli eventuali contributi volontari, segnalati e trasferiti dalla gestione “alternativa”, se coincidenti con periodi assicurativi coperti da contribuzione di qualsiasi altra natura, dovranno essere invece posti in detrazione dall’onere di ricongiunzione a carico del richiedente.
Considerata l’onerosità della ricongiunzione, il trasferimento dalle gestioni “alternative” resta subordinato all’accettazione del relativo onere da parte dell’interessato.
Pertanto, tornano ad essere sempre distinte la fase di segnalazione dei periodi contributivi da quella di trasferimento dei relativi importi anche per le ricongiunzioni relative a periodi provenienti da INPDAP, in relazione ai quali era, fino ad ora, prevista la contestualità delle due fasi nell’ipotesi di operazioni non riguardanti periodi di lavoro autonomo.
In conseguenza di quanto sopra dovranno essere seguite le modalità di seguito descritte.
La Sede interessata chiede alla gestione o alle gestioni previdenziali competenti il prospetto dei periodi di contribuzione di propria pertinenza e, sulla base della segnalazione ricevuta, procede a determinare l'onere da porre a carico del richiedente, secondo i criteri di calcolo in vigore alla data della domanda, notificandolo all’assicurato con le consuete modalità.
Una volta verificata l’avvenuta accettazione dell’onere di ricongiunzione da parte dell’interessato, la Sede dovrà richiedere alle gestioni “alternative” il trasferimento delle somme da queste dovute.
Qualora, invece, entro il termine di legge (60 giorni dalla ricezione del provvedimento di accoglimento della domanda), l'interessato non abbia provveduto a confermare l’operazione di ricongiunzione con il pagamento dell’intero onere o delle prime tre rate, si intende che abbia rinunciato, circostanza che comporta l’improponibilità di una successiva domanda, salvo quanto previsto dall'articolo 4 della legge n. 29/1979.
L'avvenuta rinuncia, tacita o espressa, va notificata alle gestioni “alternative”, affinché ne prendano atto.
Va ulteriormente precisato che, laddove il richiedente la ricongiunzione sia anche titolare di contribuzioni da lavoro autonomo ma, alla data della domanda, risulti sprovvisto del requisito del quinquennio contributivo richiesto dal 4° comma dell’articolo 1, la ricongiunzione nel FPLD dovrà essere definita in relazione ai soli periodi provenienti dalla gestione “alternativa”, sempreché l’interessato – oltre ai periodi di lavoro autonomo - faccia valere altra contribuzione in almeno due gestioni previdenziali.
Si intende che, in tal caso, non ricorrendo le prescritte condizioni di ricongiungibilità della contribuzione autonoma, questa resterà esclusa dall’operazione e l’onere dovuto dall’interessato riguarderà esclusivamente i periodi di lavoro dipendente provenienti dalle gestioni “alternative”.
Al raggiungimento del requisito del quinquennio contributivo fissato dal 4° comma dell’articolo 1, i periodi da lavoro autonomo potranno formare oggetto di altra ricongiunzione su espressa, successiva istanza dell’interessato, con onere determinato sulla base degli elementi di calcolo e delle disposizioni vigenti alla data della relativa presentazione.
Tale ulteriore domanda deve essere considerata come complementare della precedente; pertanto, ai fini dell’ammissibilità dell’operazione non si deve tenere conto delle limitazioni poste dall’articolo 4 della legge n. 29/1979, che – come noto - disciplina la reiterazione della facoltà di ricongiunzione relativamente ai periodi contributivi temporalmente successivi alla prima domanda.
3 - Titolari di contribuzioni presso INPS e presso ENPALS
I rapporti intercorrenti tra l'Assicurazione generale obbligatoria IVS gestita dall'INPS e l'Assicurazione obbligatoria IVS gestita dall'ENPALS, ai fini della liquidazione delle prestazioni spettanti a coloro che facciano valere contributi presso i due Enti, sono disciplinati dall’articolo 16 del DPR 31 dicembre 1971, n. 1420. La predetta norma -che riconosce a tali lavoratori il diritto ad una sola prestazione pensionistica mediante trasferimento dei contributi all'Ente a cui compete la liquidazione della pensione - continua a trovare applicazione anche dopo l’entrata in vigore della legge in esame.
Verificandosene le condizioni, ai lavoratori titolari di contribuzioni presso i due Enti è comunque consentito avvalersi delle facoltà di cui all'articolo 1 o all'articolo 2 della legge n. 29/1979, qualora presentino domanda di ricongiunzione anteriormente o contestualmente a quella intesa ad ottenere la pensione. In tale circostanza, la ricongiunzione avviene secondo le norme ed i meccanismi generali previsti per detta operazione e - in ogni caso, dal 1° luglio 2010 - a titolo oneroso, per effetto della modifica apportata all’articolo 1 della legge n. 29/1979 dall’articolo 12, comma 12septies, della legge n. 122/2010 (prima dell’entrata in vigore della legge n. 122, era onerosa la sola ricongiunzione presso ENPALS).
4 - Articolo 2 della legge n. 29/1979: modifica dei parametri di calcolo dell’onere di ricongiunzione a carico degli iscritti al Fondo Ferrovieri
L’articolo 12, comma 12decies, della legge n. 122/2010 è intervenuto sulle disposizioni di cui all’articolo 4, comma 1, della legge 7 luglio 1980, n. 299, che disciplina la determinazione degli oneri dovuti a carico di alcune categorie di dipendenti pubblici, nei casi di ricongiunzione esercitata ai sensi dell’articolo 2 della legge n. 29/1979.
Il citato articolo 4 – che, in ambito INPS, trova applicazione nel Fondo Ferrovieri - stabilisce che la riserva matematica della quota di pensione corrispondente ai periodi ricongiunti sia determinata secondo le tabelle in vigore per l’applicazione dell’articolo 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, approvate con DM 27 gennaio 1964. Il comma 12decies sopra richiamato dispone ora che ai fini del calcolo degli oneri di ricongiunzione devono essere utilizzati i coefficienti di cui all’articolo 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, “come successivamente adeguati in base alla normativa vigente”. Le modifiche apportate, che estendono al Fondo in esame le tabelle in uso per la generalità dei richiedenti la ricongiunzione, comportano la modifica dei parametri di calcolo degli oneri a carico degli interessati e l’automatica applicazione delle eventuali successive variazioni delle tabelle stesse (attualmente, si applicano i coefficienti approvati con DM 31 agosto 2007, in vigore dal 21 novembre 2007) e riguardano le istanze di ricongiunzione presentate al Fondo Ferrovieri a partire dal 31 luglio 2010, data di entrata in vigore della legge n.122/2010.
Fatta eccezione per la modifica normativa appena illustrata, restano confermate le disposizioni amministrative di cui alla circolare n. 204 del 20 novembre 2001 in merito ai criteri ed alle modalità di definizione delle istanze di ricongiunzione richieste ai sensi dell’articolo 2 della legge n. 29/1979, di versamento dei relativi oneri e di decadenza dalla facoltà.
PARTE SECONDA
Abrogazione delle norme relative alla costituzione della posizione assicurativa nel FPLD gestito dall’INPS
L’articolo 12 della legge n. 122/2010 – con i commi 12octies, 12novies e 12undecies – è intervenuto ad abrogare le norme che disciplinavano le operazioni di trasferimento della contribuzione maturata in vari ordinamenti pensionistici, con conseguente costituzione delle posizioni assicurative nel FPLD dell’AGO.
I commi 12octies e 12novies dispongono, rispettivamente, l’abrogazione delle norme vigenti in materia nei soppressi Fondi Elettrici e Telefonici a decorrere dal 1° luglio 2010.
Il comma 12undecies abroga la legge 2 aprile 1958, n. 322 (che disponeva la costituzione della posizione assicurativa presso l’INPS) e le sotto elencate ulteriori disposizioni correlate, che disciplinavano tale operazione con riferimento ai diversi ordinamenti di appartenenza degli interessati:
- l’articolo 40 della legge 22 novembre 1962, n. 1646, che riguardava i dipendenti da amministrazioni statali e gli iscritti alle Casse pensioni degli ex Istituti di previdenza;
- l’articolo 124 del DPR 29 dicembre 1973, n. 1092, rivolto ai dipendenti civili e militari dello Stato;
- gli articoli 21, comma 4 e 40, comma 3, della legge 24 dicembre 1986, n. 958, che si riferivano ai militari in servizio di leva o di leva prolungata.
A differenza delle norme che regolavano la costituzione della posizione assicurativa dai Fondi Elettrici e Telefonici – abrogate, come detto, dal 1° luglio 2010 – le disposizioni espressamente individuate dal comma 12undecies sono abrogate a decorrere dal 31 luglio 2010, data di entrata in vigore della legge n. 122/2010.
Poiché il comma 12undecies si è limitato ad abrogare l’istituto della costituzione della posizione assicurativa presso l’INPS, null’altro prevedendo in merito, i destinatari delle disposizioni abrogate - qualora intendano trasferire al FPLD i periodi contributivi maturati nei rispettivi ordinamenti previdenziali - potranno avvalersi esclusivamente della facoltà di ricongiunzione di cui all’articolo 1 della legge n. 29/979, come modificato dall’articolo 12, comma 12septies, della legge n. 122/2010, sempre che ricorrano, alla data della relativa domanda, tutte le condizioni richieste per l’esercizio di detta facoltà.
1 - Soppressi Fondi Elettrici e Telefonici
L’articolo 12 della legge n. 122/2010, con i commi 12octies e 12novies, è intervenuto sulla normativa specifica dei soppressi Fondi Elettrici e Telefonici:- disponendo l’abrogazione delle norme che disciplinavano, d’ufficio o a domanda ed a titolo gratuito, la costituzione della posizione assicurativa nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti in favore degli iscritti ai predetti ordinamenti speciali; - prevedendo che il trasferimento dei periodi contributivi maturati in tali Fondi possa avvenire esclusivamente a titolo oneroso, secondo le modalità di cui all’articolo 1 della legge n. 29/1979, come modificato dall’articolo 12, comma 12septies, della legge in esame.
Dal 1° luglio 2010, pertanto, sono abrogati:
- l'articolo 3, comma 14, del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 562, che rendeva possibile il trasferimento delle posizioni assicurative dal Fondo Elettrici al FPLD dell’AGO solo a domanda degli interessati e con le modalità dell’articolo 6 della legge n. 29/1979;
- l’articolo 28 della legge 4 dicembre 1956, n. 1450, che disponeva il trasferimento d’ufficio ed a titolo gratuito della contribuzione dal Fondo Telefonici al FPLD dell’Assicurazione generale obbligatoria, nei casi di cessazione del rapporto assicurativo con il Fondo in assenza dei requisiti richiesti per liquidare la prestazione pensionistica a carico dello stesso.
La costituzione della posizione assicurativa era consentita anche nei casi in cui risultassero perfezionati tutti i requisiti contributivi e di età previsti nei suddetti ordinamenti speciali per il diritto a pensione, purché la domanda di trasferimento fosse antecedente al provvedimento di liquidazione della prestazione a carico dei Fondi in esame.
1.1 - Costituzione della posizione assicurativa secondo le norme previgenti alla legge n. 122/2010
L'articolo 3, comma 14, del DLgs. n. 562/1996 e l’articolo 28 della legge n.1450/1956 continuano a trovare applicazione nelle ipotesi di seguito specificate.
Si ritiene opportuno precisare ulteriormente che le disposizioni sopra citate subordinano la costituzione delle posizioni nel FPLD alle circostanze che l'assicurato cessi dal servizio reso con obbligo di iscrizione al Fondo speciale e che non consegua – a tale momento - il diritto alle prestazioni in base alla normativa del Fondo di appartenenza. Di norma, quindi, la possibilità di trasferire dette posizioni sussiste quando – all’atto della cessazione - manchi anche uno solo dei requisiti previsti per l'insorgenza del diritto a pensione.
a) lavoratori iscritti al soppresso Fondo Elettrici
Poiché l’articolo 3, comma 14, del citato decreto n. 562/1996 ha superato il criterio di costituzione d’ufficio della posizione assicurativa nell’AGO, stabilendo che “Nei casi previsti dal terzo comma dell'art. 28 e dal primo comma dell'art. 29 della legge 31 marzo 1956, n. 293, e in deroga a quanto ivi previsto, la posizione assicurativa è trasferita al Fondo pensioni lavoratori dipendenti in applicazione dell'art. 6 della legge 7 febbraio 1979, n. 29, a domanda degli iscritti al Fondo … o dei loro superstiti quando non sia stata già liquidata la pensione a carico del Fondo stesso. È abrogato l'art. 29, secondo comma, della legge 31 marzo 1956, n. 293.”, dal 1° luglio 2010 la contribuzione maturata nel Fondo Elettrici potrà essere trasferita nel FPLD, a domanda, solo con le modalità dell’articolo 1 della legge n. 29/1979, come modificato dalla norma in esame.
L’unica eccezione riguarda gli iscritti al Fondo Elettrici che in epoca antecedente al 15 novembre 1996, data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 562, avessero già maturato il diritto alla costituzione d’ufficio della posizione assicurativa in applicazione dell’articolo 29 della legge n. 293/1956, avendo cessato il servizio con un’anzianità contributiva inferiore a quella prevista per liquidare la pensione a carico del Fondo.
b) lavoratori iscritti al soppresso Fondo Telefonici
La norma in esame ha abrogato l’articolo 28 della legge n. 1450/1956 ma ha fatto salva l’applicazione della norma stessa nei casi in cui le condizioni per il trasferimento, d’ufficio o a domanda, si siano verificate in epoca antecedente al 1º luglio 2010.
Pertanto, continueranno ad applicarsi le norme dell’articolo 28 ove ricorra una delle seguenti condizioni:
1) aver cessato l’iscrizione al Fondo entro il 30 giugno 2010, avendo già perfezionato i requisiti per il diritto a pensione, ed aver presentato domanda di costituzione di posizione assicurativa entro la stessa data;
2) aver cessato l’iscrizione al Fondo Telefonici alla data del 30 giugno 2010 senza aver raggiunto tutti i requisiti anagrafici e contributivi per la liquidazione della prestazione di vecchiaia o di anzianità a carico del Fondo.
Per quanto riguarda l’ipotesi di cui al punto 2), qualora in favore degli interessati risultasse accreditata contribuzione di altra natura per periodi successivi alla predetta data, si potrà procedere alla costituzione della posizione assicurativa nel FPLD solo a condizione che tale ulteriore contribuzione non sia comunque sufficiente a perfezionare il diritto alla pensione del Fondo.
A tale proposito si sottolinea che la verifica delle condizioni che determinano la costituzione d’ufficio della posizione va effettuata con riferimento alla contribuzione maturata all’atto della cessazione dell’attività lavorativa che comportava l’obbligo di iscrizione al Fondo. Ai sensi del più volte citato articolo 28, la trasferibilità d’ufficio si configura infatti “qualora l'iscritto abbia cessato di prestare servizio alle dipendenze delle aziende indicate nell'art. 5 senza aver raggiunto il diritto a pensione e non si sia avvalso della facoltà di continuare volontariamente l'iscrizione al Fondo”.
La valutazione circa la trasferibilità d’ufficio potrà avvenire anche in sede di esame della domanda di pensione, fermo restando che il diritto alla costituzione della posizione assicurativa nel FPLD verrà conseguito solo se il soggetto avrà cessato il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2010 e non avrà comunque raggiunto, per effetto della contribuzione non obbligatoria, accreditata nel Fondo dopo tale data, né il diritto alla pensione di vecchiaia, né a quella di anzianità a carico del Fondo Telefonici.
Come già anticipato nei messaggi n. 21181 e n. 22889, rispettivamente del 12 agosto e del 9 settembre 2010 e nella circolare n.126 del 24 settembre 2010, con i quali è stato chiarito che non è più possibile procedere alla liquidazione del trattamento più favorevole fra quello calcolato con le norme del Fondo e quello determinato secondo le norme dell’AGO, le nuove norme in materia di trasferimento della posizione assicurativa si applicano sia alle istanze presentate dopo il 1° luglio 2010, sia a quelle presentate prima di tale data senza che ne ricorressero i requisiti, prescindendo assolutamente dalla data di decorrenza della eventuale pensione.
Si ritiene opportuno sottolineare ancora una volta che, a differenza di quanto previsto per le ricongiunzioni, è consentito chiedere la costituzione della posizione assicurativa solo quando sia venuto meno l’obbligo del versamento contributivo al Fondo. Conseguentemente, possono considerarsi legittimamente presentate solo le istanze avanzate in data antecedente al 1° luglio 2010 e solo se risulti contestualmente soddisfatto il requisito di cessazione dell’iscrizione al Fondo.
1.2 - Trasferimento delle posizioni assicurative secondo la legge n. 122/2010
Nel disporre l’abrogazione delle norme che disciplinavano l’istituto della costituzione della posizione assicurativa in favore dei lavoratori elettrici e telefonici, l’articolo 12, ai commi 12octies e 12novies, stabilisce che – a decorrere dal 1° luglio 2010 - il trasferimento delle posizioni assicurative dai rispettivi ordinamenti speciali al Fondo pensioni lavoratori dipendenti debba avvenire secondo le modalità previste dal comma 12septies del medesimo articolo 12 che, modificando i primi 3 commi dell’articolo 1 della legge n. 29/1979, ha introdotto un onere a carico degli interessati.
In conseguenza dell’avvenuta abrogazione delle norme di costituzione della posizione assicurativa e della modifica normativa apportata all’articolo 1 della legge n. 29/1979, con effetto sulle istanze presentate dal 1° luglio 2010, le posizioni assicurative dei lavoratori elettrici e telefonici potranno essere trasferite nel FPLD solo a domanda degli interessati e solo a titolo oneroso.
Poiché i commi 12octies e 12novies in esame, nel disporre l’abrogazione delle norme in materia di costituzione della posizione assicurativa, hanno previsto nuove regole da applicare ai casi di trasferimento delle posizioni nel FPLD, si ritiene che detta operazione si configuri comunque come nuova modalità di costituzione della posizione assicurativa e non come effettiva ricongiunzione, fermo l’onere a carico dei richiedenti, calcolato secondo i criteri fissati dal richiamato comma 12septies.
A differenza della normale ricongiunzione - che può essere richiesta nel FPLD ai sensi dell’articolo 1 di legge 29 anche in costanza di contribuzione obbligatoria al Fondo e che riguarda tutta la contribuzione maturata dal richiedente fino alla data della relativa domanda - il trasferimento opera solo a condizione che il richiedente abbia cessato il servizio comportante l’iscrizione al Fondo e che in suo favore non sia stata liquidata la pensione a carico del Fondo stesso.
Qualora risultino soddisfatte le suddette condizioni, il trasferimento avviene anche in assenza di altra posizione assicurativa presso il Fondo pensioni lavoratori dipendenti o presso altro ordinamento pensionistico. Analogamente non è preclusa la possibilità di trasferire la posizione assicurativa nell'AGO quando l'interessato faccia valere anche contribuzione autonoma (ART, COM e CD/CM) e non intenda o non possa effettuarne la ricongiunzione.
L’onere di copertura del periodo oggetto di trasferimento, da porre a carico del richiedente, è pari al 50 per cento del valore derivante dalla differenza fra la riserva matematica determinata sulla base della sola contribuzione di pertinenza del Fondo (cioè corrispondente alla quota di pensione che sarebbe derivata al richiedente qualora, per i periodi di iscrizione al Fondo, fosse stato invece iscritto all’AGO) e la contribuzione, maggiorata di interessi al tasso annuo composto del 4,50 per cento, relativa a tutti i periodi contributivi maturati in relazione alla preesistente assicurazione nell’ordinamento speciale, salve le modalità di calcolo definite dall’articolo 2, comma 5, del D.Lgs. n. 184/1997, relativamente ai periodi oggetto di trasferimento da valutare, ai fini del calcolo della pensione, secondo il sistema contributivo.
Il versamento dell’onere a carico dell’interessato è regolato dalle medesime disposizioni previste per il pagamento degli oneri di ricongiunzione, con possibilità di proseguire il pagamento anche oltre la decorrenza della pensione, qualora intervenga il pensionamento nel corso della rateazione. In tale ipotesi, la rata mensile dell’onere ancora dovuto verrà trattenuta dal rateo della prestazione pensionistica liquidata in favore dell’interessato. Nell’ipotesi in cui, invece, vengano sospesi i versamenti prima che sia completato il pagamento dell’onere dovuto, l’operazione di trasferimento dovrà essere annullata con conseguente ripristino della posizione assicurativa nel Fondo e con rimborso all’interessato dell’intera somma versata (comprensiva perciò della quota di interessi corrisposta mensilmente, con il pagamento dell’onere in forma rateale). 2 - Fondo Autoferrotranvieri
Il D.Lgs. 29 giugno 1996, n. 414, che ha disposto la soppressione del Fondo Autoferrotranvieri a decorrere dal 1° gennaio 1996, ha previsto che tutti i titolari di conto assicurativo in detto ordinamento fossero iscritti in un’evidenza contabile separata nell’ambito del FPLD, con costituzione, in loro favore, della posizione assicurativa nel FPLD, in relazione ai periodi di contribuzione obbligatoria, volontaria, figurativa, da riscatto, da ricongiunzione ed ai periodi in ogni caso utili nel Fondo soppresso (la costituzione delle posizioni assicurative nell’evidenza contabile separata non ha comportato trasferimento di somme al FPLD).
L’articolo 3, comma 10, del D.Lgs. n. 414/1996 dispone inoltre che gli autoferrotranvieri possano utilizzare tutti i periodi maturati nel soppresso Fondo fino al 31 dicembre 1995 secondo le norme che disciplinano il diritto e la misura delle pensioni dell'AGO, anziché secondo la normativa specifica del Fondo, vigente anteriormente alla soppressione.
Poiché, come noto, la valutazione con le norme dell'AGO dei periodi maturati nel Fondo Autoferrotranvieri non comporta il materiale trasferimento delle relative contribuzioni, come invece avviene in tutti i casi di costituzione della posizione assicurativa nel FPLD, le disposizioni introdotte dall’articolo 12 della legge n. 122/2010 in materia di costituzione della posizione assicurativa non riguardano gli iscritti al soppresso Fondo, in favore dei quali continua perciò a trovare applicazione l’articolo 3, comma 10, del D.Lgs. n. 414/1996.
3 - Fondo Volo: effetti derivanti dall’articolo 12, comma 12septies, della legge n. 122/2010
Come noto, l’articolo 2, comma 6, del decreto legislativo 24 aprile 1997, n. 164 – intervenuto ad abrogare l'articolo 38 della legge 13 luglio 1965, n. 859, e l'articolo 13 della legge 31 ottobre 1988, n. 480, che hanno disciplinato la costituzione della posizione assicurativa dal Fondo Volo al FPLD dell’AGO fino al 30 giugno 1997 – ha disposto che le operazioni di trasferimento delle posizioni assicurative dal predetto Fondo all’Assicurazione generale obbligatoria debbano avvenire in applicazione dell'articolo 1 della legge n. 29/1979.
Con effetto dal 1° luglio 1997, pertanto, la costituzione della posizione assicurativa è avvenuta solo a richiesta degli interessati e senza oneri per gli stessi, mediante trasferimento dal Fondo all’AGO della contribuzione di copertura dei periodi interessati, quantificata con le modalità indicate al comma 2 del richiamato articolo 1 della legge n. 29.
In conseguenza dell’intervento di modifica normativa contenuto nell’articolo 12, comma 12septies, della legge n. 122/2010, l’applicazione dell’articolo 1 della legge n. 29/1979 comporta anche il versamento di un onere a carico del richiedente.
Pertanto, con effetto sulle istanze presentate dal 1° luglio 2010, il trasferimento della posizione assicurativa dal Fondo Volo al Fondo pensioni lavoratori dipendenti potrà avvenire solo a titolo oneroso, secondo i criteri di calcolo previsti per la determinazione degli oneri di ricongiunzione.
Il valore di copertura del periodo oggetto di trasferimento, da porre a carico del richiedente, è pari al 50 per cento dell’importo ottenuto per differenza fra la riserva matematica determinata sulla base della sola contribuzione di pertinenza del Fondo (cioè corrispondente alla quota di pensione che sarebbe derivata al richiedente qualora, per i periodi di iscrizione al Fondo, fosse stato invece iscritto all’AGO) e la contribuzione, maggiorata di interessi al tasso annuo composto del 4,50 per cento, relativa a tutti i periodi contributivi maturati in relazione alla preesistente assicurazione nel Fondo, salve le modalità di calcolo di cui all’articolo 2, comma 5, del D.Lgs. n. 184/1997 relativamente ai periodi oggetto di trasferimento da valutare, ai fini del calcolo della pensione, secondo il sistema contributivo.
Il versamento dell’onere a carico dell’interessato è regolato dalle medesime disposizioni previste per il pagamento degli oneri di ricongiunzione, con possibilità di proseguire la rateazione anche oltre la decorrenza della pensione.
Ferma l’onerosità del trasferimento sopra descritta, restano confermati i criteri che regolano il transito dei periodi contributivi dal Fondo all’AGO, illustrati al punto 5 della circolare n. 257 del 18 dicembre 1997.
4 - Fondo Ferrovieri: abrogazione dell’articolo 124 del DPR n. 1092/1973
Il trasferimento della contribuzione dal Fondo Ferrovieri all’INPS e la conseguente costituzione della posizione assicurativa nel FPLD sono disciplinati dall’articolo 241 del DPR 29 dicembre 1973, n. 1092, il quale estende a tale ordinamento le norme sulla costituzione della posizione assicurativa presso l’INPS, contenute negli articoli da 124 a 127 del medesimo decreto.
Poiché l’articolo 12 della legge n. 122/2010, con il comma 12undecies, ha abrogato l'articolo 124 del DPR n. 1092/1973, n. 1092, con effetto sulle cessazioni senza diritto a pensione intervenute dal 31 luglio 2010, gli iscritti al Fondo Ferrovieri potranno ricongiungere la posizione assicurativa nel FPLD solo mediante applicazione dell’articolo 1 della legge n. 29/1979, come modificato dal comma 12septies del medesimo articolo 12, a titolo oneroso e sulla base dei criteri generali che regolano l’istituto della ricongiunzione, riepilogati al punto 1 della presente circolare.
Si precisa che - a differenza di quanto previsto per le ricongiunzioni effettuate nel Fondo ai sensi dell’articolo 2 della legge n. 29/1979, alle quali si applicano le condizioni di rateazione degli oneri di riscatto previste dall’articolo 150 del DPR n.1092/1973 (pagamento in un numero di rate non superiore a quello dei mesi ricongiunti, senza maggiorazione per interessi a carico del richiedente) - l’esercizio della ricongiunzione ai sensi dell’articolo 1 comporta l’applicazione dei criteri di carattere generale: in caso di pagamento in forma rateale l’interessato è tenuto a versare le somme dovute in un numero di rate non superiore alla metà delle mensilità dei periodi ricongiunti, con maggiorazione per interessi al tasso annuo composto del 4,50 per cento.
Si applicano pertanto tutti i criteri previsti per la generalità dei soggetti che chiedono la ricongiunzione nel FPLD ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 29/1979.
5 - Articolo 12, comma 12undecies: abrogazione della legge n. 322/1958 e di ulteriori disposizioni correlate
Le disposizioni che, nei vari ordinamenti pensionistici “alternativi” all’Assicurazione generale obbligatoria, hanno regolato la costituzione della posizione assicurativa presso l’INPS nel caso di cessazione dal servizio del dipendente senza diritto a pensione, prevedevano che tale operazione avvenisse d’ufficio o a domanda e senza oneri per gli interessati, secondo le specifiche norme di riferimento.
In particolare, nei casi di costituzione della posizione assicurativa regolata dall’articolo 40 della legge n. 1646/1962, tale operazione era subordinata alla presentazione di esplicita istanza, in ossequio a quanto espressamente previsto dall’articolo 38, ultimo capoverso, della citata legge n. 1646.
Per effetto di quanto disposto dall’articolo 12, comma 12undecies, della legge n. 122/2010, che ha abrogato l’istituto della costituzione della posizione assicurativa presso l’INPS, non sarà più possibile trasferire la contribuzione nel FPLD in favore di soggetti :
- cessati dal servizio dopo il 30 luglio 2010, nell’ipotesi in cui il trasferimento dei periodi assicurativi dovesse avvenire d’ufficio;
- tenuti a presentare la prescritta domanda, qualora non vi abbiano provveduto entro il 30 luglio 2010, ancorché la cessazione dal servizio sia avvenuta anteriormente a tale data.
Restano invece esclusi dagli effetti prodotti dal citato comma 12undecies e continuano ad avere titolo al trasferimento della contribuzione senza oneri a loro carico i soggetti in favore dei quali opera d’ufficio la costituzione della posizione assicurativa, cessati dal servizio senza diritto a pensione entro il 30 luglio 2010 e coloro che, tenuti a presentare specifica istanza, abbiano chiesto all’INPDAP la costituzione della posizione assicurativa prima dell’entrata in vigore della legge n. 122/2010.
La verifica delle condizioni che, sulla base delle disposizioni oggetto di abrogazione, consentono ancora la costituzione della posizione assicurativa presso l’INPS rientra nell’esclusiva competenza dell’Ente che ha in carico la relativa contribuzione.
Si ritiene comunque che, anche nei confronti di soggetti cessati anteriormente alla data del 31 luglio 2010, debba essere preventivamente accertato presso l’Ente interessato che ricorrano le condizione per procedere al trasferimento presso l’INPS della contribuzione versata in loro favore, qualora chiedano la valutazione dei relativi periodi ai fini del raggiungimento dei requisiti per il diritto a pensione, producendo copia della domanda di costituzione della posizione assicurativa.
Il Direttore Generale Nori
DESTINATARI
Direzione Centrale Pensioni
Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Direttori delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali
Al Coordinatore generale Medico legale e Dirigenti Medici
E, per conoscenza, Al Presidente
Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di Indirizzo di Vigilanza
Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato all’esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori di fondi, gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale per l’accertamento e la riscossione dei contributi agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali

lunedì 18 ottobre 2010

Istruzione e formazione per vivere e lavorare nella società dei saperi


«MODERNIZZARE IL MODELLO SOCIALE EUROPEO INVESTENDO NELLE PERSONE E COSTRUENDO UNO STATO SOCIALE ATTIVO
Scuola, Rossoni: reggiungere obiettivi di Lisbona
«La dimensione europea è diventata parte integrante delle scuole da ormai molti anni, ma è soprattutto a partire dalla Dichiarazione di Lisbona del 2000 che istruzione e formazione professionale diventano "elementi chiave per lo sviluppo del continente europeo". Istruzione e formazione non solo risultano essere aspetti fondamentali per incrementare la competitività europea e per trasformare l'Unione Europa in un modello mondiale per l'istruzione, ma "diventano centrali per la diffusione di un'identità europea e per l'educazione alla cittadinanza".
Lo ha detto l'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia Gianni Rossoni, intervenendo alla premiazione del concorso, bandito dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, "L'Europa cambia la scuola", dedicato al riconoscimento della qualità della progettualità europea nella scuola italiana. L'iniziativa è stata ospitata al Palazzo Pirelli. Presente anche il direttore scolastico regionale Giuseppe Colosio. "Abbiamo fatto alcuni passi avanti - ha proseguito Rossoni - ma molta strada è ancora da fare per il raggiungimento degli obiettivi di Lisbona, anche se come Lombardia siamo più vicini della media italiana al raggiungimento di molti indicatori".
Il tasso di scolarizzazione superiore dei giovani tra i 20-24 anni è in Lombardia il 78%, in Italia il 75%, l'obiettivo è l'85%. Per la partecipazione femminile al mercato del lavoro la Lombardia è arrivata molto vicino al raggiungimento dell'obiettivo con il tasso di occupazione femminile che si attesta al 56,5%, mentre l'Italia è ferma al 46,5% (l'obiettivo è il 60%). Va invece aumentata ancora la partecipazione degli adulti alla formazione continua e permanente, ferma anche in Lombardia al 6,6% contro un obiettivo europeo del 12,5%. Secondo Rossoni, va potenziato il grado di cooperazione e integrazione tra gli Stati membri in questo campo.
"Un esempio positivo - ha spiegato - è la certificazione delle competenze che l'Europa ha sempre spinto molto, nella logica della messa in trasparenza dei titoli di studio, condizione essenziale per la mobilità degli studenti e dei lavoratori". In Lombardia a partire dal 2007, con la legge regionale 19, la certificazione delle competenze secondo le indicazioni europee è stata rilasciata a tutti i partecipanti ai percorsi di istruzione e formazione regionale.
"Progetti che favoriscono la collaborazione tra diverse realtà europee - ha sottolineato ancora Rossoni - sono risorse preziose sia per le persone che per le istituzioni coinvolte". "Queste esperienze - ha concluso l'assessore - mettono nella condizione di far riflettere e relazionare diversi aspetti di contesto relativi all'appartenenza locale/regionale (lombarda), nazionale (italiana) ed europea, comprendendo come queste tre dimensioni, se ben combinate, non sono certamente un limite, bensì una ricchezza necessaria per affrontare le grandi trasformazioni in atto nella nostra società".»
(Lombardia Notizie Ln - Milano))

venerdì 10 settembre 2010

Le scuole mantovane a.s. 2010-2011

IUniScuoLa Mantova: ecco i dati delle scuole mantovane a.s. 2010-2011
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visualizza Mappa di Scuole Mantova

giovedì 5 agosto 2010

MIUR Milano:Organico definitivo di sostegno anno scolastico 2010/2011

IUniScuola Milano: Ecco la comunicazione Prot. MIURAOOUSPMI R. U. n. 15283 del 02 agosto 2010 del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca -Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia -Ufficio XVII - MilanoUfficio Integrazione Alunni Disabili

"Ai Dirigenti Scolastici delle Scuole Statalidi ogni ordine e gradodi Milano e Provincia
Oggetto: Organico definitivo di sostegno anno scolastico 2010/2011
Si trasmette il decreto con gli allegati riferito all’organico di sostegno, con adeguamento dell’organico di diritto alle situazioni di fatto, per l’anno scolastico 2010/2011.Si ricorda che i posti di sostegno sono assegnati all’istituto scolastico, il cui Dirigente, sentito anche il G.L.H. di istituto, ne disporrà l’assegnazione alle classi, in ragione delle specifiche situazioni di disabilità.In caso di pratiche non completate, di nuove segnalazioni e di trasferimenti di alunni in ingresso o in uscita, si invitano le SSLL ad attendere istruzioni in merito alla riapertura delle funzioni del sistema dad@. F.to Il dirigenteGiuliana Pupazzoni
Allegati:
decreto autorizzativo (doc, 81 kb)
tabella dell’organico, comprendente 4 fogli elettronici riferiti a:
scuola dell’infanzia (doc, 61 kb)
scuola primaria (doc, 72 kb)
scuola secondaria di primo grado (doc,116 kb)
scuola secondaria di secondo grado (doc,73 kb)

MIUR Lombardia:Conferimento deleghe ai dirigenti degli uffici costituenti ambito territoriale

Integrazione delle materie oggetto di delega ai dirigenti degli ambiti territoriali della Lombardia.

IUniScuoLa Lombardia: Ecco il Decreto, Leggi tutto

domenica 20 giugno 2010

Graduatorie provvisorie "24 mesi" ATA per ogni profilo prosessionale

«eventuali reclami motivati entro il 28 giugno»
IUniScuoLa Mantova: Ecco la nota di avviso di pubblicazione Prot. n° AOO USP MANTOVA/U/ 6830 /C5a Mantova, 18 giugno 2010 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-Ufficio Scolastico Provinciale di Mantova
Ufficio Personale A.T.A.
Concorsi personale A.T.A. a.s. 2009/10 - di cui art.554 del D.L.vo 16.4.1994, n. 297
DEPOSITO ED AFFISSIONE GRADUATORIE PROVVISORIE PROVINCIALI PERMANENTI, AGGIORNATE ED INTEGRATE

Con preghiera della massima diffusione, si comunica che in data odierna, VENERDÌ 18 GIUGNO 2010 sono depositate e pubblicate, mediante affissione all’Albo di questo Ufficio, le graduatorie provinciali permanenti provvisorie, aggiornate ed integrate (concorsi per titoli - a.s. 2008/09 di cui art.554 del D. L.vo. 297/94) relative ai seguenti profili professionali del personale A.T.A.
ASSISTENTE AMMINISTRATIVO - profilo professionale area B
ASSISTENTE TECNICO - profilo professionale area B
COLLABORATORE SCOLASTICO - profilo professionale area A
Dette graduatorie - che ad ogni buon conto sono disponibili anche sul sito
www.mantova.istruzione.lombardia.it - rimarranno depositate per dieci giorni.
Come di consueto le istituzioni scolastiche possono consultare le predette graduatorie utilizzando l’apposita funzione del Sistema Informativo.
Chiunque abbia interesse ha facoltà di prenderne visione e, nel medesimo termine di dieci giorni (entro il 28 GIUGNO p.v.), può presentare reclamo scritto esclusivamente per errori materiali al Dirigente dell’U.S.P. di Mantova che deciderà in merito, procedendo alle eventuali rettifiche anche d’Ufficio. Al fine di snellire le procedure conseguenti, si comunica che i reclami dovranno essere formulati con precisione e con puntuali indicazioni delle doglianze: vale a dire che non saranno presi in considerazione i reclami fatti in modo generico
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ufficio Scolastico Provinciale di Mantova
Ufficio Personale A.T.A.
Via Cocastelli, 15 – 46100 Mantova – tel.0376/227242-243 – fax 0376/327972
e.mail: usp.mn@istruzione.it
(es: “controllare il punteggio che a mio parere è errato”), ma solo quelli che specificano la eventuale richiesta di rettifica.
Per effetto della legge sulla privacy, le graduatorie depositate e pubblicate non contengono alcuni dati personali e/o sensibili che concorrono alla costituzione delle stesse. Pertanto, la stampa resa pubblica, per ciascun aspirante contiene le seguenti informazioni: la posizione in graduatoria, i dati anagrafici ed il punteggio.
Ai dati “personali” gli interessati, o controinteressati, potranno eventualmente accedere secondo le modalità previste dalla legge sulla trasparenza degli atti amministrativi (legge 241/90 e successive modificazioni), direttamente presso questo U.S.P. – ufficio ATA, dal lunedì al venerdì, dalle ore 11,00 alle 13,00, e il lunedì pomeriggio dalle ore 15,00 alle 17,00.
Le SS.LL. sono invitate di dare alla presente la massima diffusione a tutto il personale interessato, disponendo anche l’affissione di una copia delle graduatorie in questione all’Albo della scuola.
IL DIRIGENTE
(dott. GIUSEPPE PETRALIA)
allegati:

 graduatorie (per tutti i profili professionali) in ordine di punteggio
 graduatorie (per tutti i profili professionali) in ordine alfabetico
-------------------------------------------------------
Referenti:
dott. GIANPAOLO FERRARINI
tel. 0376 227 242
gianpaolo.ferrarini.mn@istruzione.it

rag. PAOLA BORSARI
tel. 0376 227 243
paola.borsari.mn@istruzione.it

lunedì 31 maggio 2010

USR Lombardia: Elenchi aggiuntivi di sostegno anno scolastico 2010-2011

L’USR procederà all’integrazione degli elenchi aggiuntivi di sostegno nellla scuola dell’infanzia e nella scuola secondaria con i candidati, inclusi nelle graduatorie di merito dei concorsi ordinari, che hanno conseguito il titolo di specializzazione in tempi successivi. Domande entro il 30 giugno.

IUniScuoLa: ecco la circolare Prot. MIURAOODRLO R.U. 8486-31 maggio 2010 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia -Ufficio VI – Personale della scuola Direzione Generale

Oggetto: concorsi ordinari per esami e titoli (scuola dell’infanzia: D.D.G. 6/4/1999; scuola secondaria di I e II grado: D.D.G. 31/3/1999, D.D.G. 1/4/1999 e D.M. 23/3/1990 - esclusivamente per le classi di concorso non reiterate nell’anno 1999): integrazione perl’anno scolastico 2010/2011 degli elenchi aggiuntivi di sostegno ex art. 3 bis, legge143/04.

Con preghiera della massima diffusione tra il personale interessato e per la pubblicazione all’albo degli Uffici Scolastici Territoriali e delle istituzioni scolastiche, si comunica che l’Ufficio Scolastico Regionale procederà all’integrazione degli elenchi aggiuntivi di sostegno,già formulati per l’anno scolastico 2009/2010, con i candidati inclusi nelle graduatorie di merito dei concorsi ordinari per esami e titoli in oggetto, che hanno conseguito il titolo di specializzazione per l’attività di sostegno ad alunni disabili in tempi successivi alla scadenza del termine di presentazione della domanda di partecipazione ai concorsi stessi, ai fini dell’eventuale assunzione a tempo indeterminato su posti di sostegno per l’anno scolastico 2010/2011.

I docenti interessati dovranno presentare le domande entro il 30 giugno 2010 all’Ufficio Scolastico Territoriale competente, come di seguito specificato:

SCUOLA DELL’INFANZIA
Ufficio Scolastico Territoriale di Varese – Ufficio concorsi, Via Copelli, 6 – 21100 Varese
SCUOLA SECONDARIA
La domanda deve essere presentata presso l’Ufficio Scolastico della provincia dove materialmente è stato sostenuto il concorso.
L’istanza, redatta utilizzando l’allegato modello A per le scuole secondarie o il modello B per la scuola dell’infanzia, dovrà contenere:
· le generalità del richiedente e l’indirizzo a cui inviare eventuali comunicazioni;
· l’indicazione del concorso ordinario superato e, per la scuola secondaria, la classe di concorso;
· la provincia dove è stato effettuato il concorso.

Alla domanda deve essere allegata copia del titolo di specializzazione.
In particolare, gli Uffici Scolastici Territoriali competenti, dopo aver esaminato le istanze
pervenute, compileranno gli allegati modelli riepilogativi (mod. R1 e mod. R2) specificando
analiticamente per ogni singolo docente quanto richiesto.
I suddetti modelli (senza le domande che devono essere conservate agli atti del singolo
U.S.T.) devono essere trasmessi entro il 03/07/2010 al seguente indirizzo di posta elettronica:
PersonaledellaScuola.Lombardia@istruzione.it.
Gli elenchi aggiuntivi già compilati per l’anno scolastico 2009/2010 saranno integrati con
l’inserimento dei nominativi dei nuovi aspiranti tenendo conto del punteggio e delle preferenze
nella graduatoria di merito di provenienza. I docenti già inseriti negli elenchi non devono
ripresentare la domanda.
Si precisa, inoltre, che i candidati provenienti dalle graduatorie provinciali dei concorsi
indetti con D.M. 23/03/1990 potranno essere immessi in ruolo esclusivamente in presenza di
disponibilità di posti nella relativa provincia.
IL DIRIGENTE
f.to Luca Volonté
Allegati:

Modello A: domanda per le scuole secondarie

Modello B: domanda per la scuola dell'infanzia

sabato 15 maggio 2010

Orario scolastico-durata della lezione

IUniScuoLa: ecco il chiarimenti rispetto a orario scolastico e unità oraria della Direzione Generale Ufficio V–U.S.R per la Lombardia (Prot. n. MIUR AOODRLO R.U. 4884- 30 /03 2010)
Ai dirigenti scolasticidella Lombardia
Ai dirigenti responsabili U.S.P.della Lombardia
Oggetto: Orario scolastico – “Contrazione”
Risulta a questo Ufficio che la tematica concernente l’orario scolastico continua a provocare dubbi interpretativi.
Al riguardo, appare opportuno fornire i chiarimenti che seguono.
Durata della lezione
Intanto va chiarito che quella che viene comunemente definita ora di lezione non può che essere di 60 minuti, mentre in ogni caso l’orario di lavoro dei dipendenti deve risultare funzionale al servizio offerto.
La Legge n. 59, emanata il 19.03.1997, attribuendo autonomia alle istituzioni scolastiche, ha disposto il superamento dei vincoli in materia di unità oraria delle lezioni, sempre nel rispetto dei complessivi obblighi di servizio dei docenti, previsti dai contratti collettivi.
L’art. 4 del DPR 275/99, al punto b) del comma 2, individua poi, tra le forme di flessibilità che le scuole possono legittimamente adottare, “la definizione di unità di insegnamento non coincidenti con l’unità oraria della lezione e l’utilizzazione, nell’ambito del curricolo obbligatorio di cui all’art. 8, degli spazi orari residui”.
Successivamente, il D.M. 234 del 26.06.2000, all’art. 3, comma 5, afferma “l’adozione, nell’ambito del POF, di unità di insegnamento non coincidenti con l’unità oraria (di lezione) non può comportare la riduzione dell’orario obbligatorio annuale, costituito dalle quote di cui ai commi 1 e 2, nell’ambito del quale debbono essere recuperate le residue frazioni di tempo”.
In argomento si è poi espressa la C.M. 225 del 05.10.2000 la quale, riferendosi anche all’Accordo del luglio 2000 tra ARAN ed OO.SS., afferma nella sua conclusione “Qualora nel POF gli organi collegiali competenti non abbiano inteso introdurre nuove modalità organizzative della funzione docente e una nuova eventuale articolazione dell’orario, l’orario medesimo continua ad essere disciplinato dalle richiamate disposizioni (art. 24 del CCNL/99 e art. 41 del CCNL/95)”.
Dal combinato disposto delle norme sin qui citate discende che, nei casi in cui l’eventuale riduzione dell’unità oraria di lezione derivi dalla introduzione di nuove modalità organizzative della funzione docente o da una nuova e diversa articolazione dell’orario scolastico, essa comporta comunque la fruizione dell’intero monte ore curricolare da parte degli studenti e la corrispondente erogazione dell’intero orario da parte del personale docente.
Cause di forza maggiore
Quid juris nelle ipotesi di contrazione per cause di forza maggiore?
Della materia si è occupata una serie di circolari ministeriali, peraltro richiamate dai contratti collettivi, compreso quello vigente.
In particolare, si ricorda la C.M. 243/79, che prevedeva in effetti la possibilità di procedere alla riduzione dell’orario di lezione, circoscrivendola a specifiche situazioni:
ove l’orario di lezione sia di 5 ore giornaliere, le riduzioni possono riferirsi solo, o alternativamente, alla prima o all’ultima o eccezionalmente sia alla prima che all’ultima ora;
ove l’orario sia di 6 ore giornaliere, la riduzione può estendersi anche alla penultima ora.
La successiva C.M. 192/80, dal canto suo, rimetteva al prudente apprezzamento dei responsabili degli Uffici periferici la possibilità di autorizzare, con provvedimento motivato caso per caso, in presenza di particolari situazioni di necessità debitamente rappresentate e documentate, eventuali riduzioni dell’ora di lezione anche nelle ipotesi non contemplate dalla predetta circolare 243/79.
Le sin qui citate indicazioni risultano anche confermate dalle CC.MM. 281/1987 e 346/94, escludendosi l’obbligo di recupero delle frazioni orarie da parte dei docenti.
Allineandosi alla tesi sin qui descritta, il CCNL vigente, all’art. 28, c. 8, richiama a sua volta la disciplina di cui alle CC.MM. 243/1979 e 192/1980.
Se è vero dunque che dal complesso di tali due circolari non discende l’obbligo, per il personale docente, di recuperare le frazioni orario oggetto di riduzione “per causa di forza maggiore”, è altrettanto vero che tale deroga è riferibile solo alle ipotesi di cui alle circolari stesse, mentre non può in nessun caso essere estesa a quelle in cui la riduzione interessa tutte le ore di lezione.
La flessibilità organizzativa attribuita alle scuole si pone, infatti, su un piano tutt’affatto diverso rispetto all’orario di lavoro dei docenti, che rientra nel complesso dei diritti/obblighi discendenti dal rapporto di lavoro, oggi contrattualizzato.
La flessibilità organizzativa, dunque, non deve comportare certamente un aggravio dell’orario contrattuale cui i docenti sono tenuti, ma neppure un’indebita diminuzione del medesimo.
Da ciò discenderebbe, peraltro, una inammissibile contrazione dei tempi dedicati all’apprendimento degli alunni.
La pur prevista deroga all’obbligo di rendere la prestazione lavorativa per tutto il tempo necessario ad espletare gli obblighi di servizio contrattualmente posti, non può dunque che avere carattere di eccezionalità.
Per definire poi correttamente le citate “cause di forza maggiore”, occorre far riferimento alla disciplina civilistica, come anche specificato dal MIUR con nota del 04.08.2004.
Il codice civile utilizza, come noto, tale concetto per definire eventi straordinari, imprevisti e imprevedibili (es.: calamità naturali) che, intervenendo nel rapporto obbligatorio, determinano la impossibilità di eseguire la prestazione dovuta, giustificando così l’esonero da responsabilità del debitore (nel caso, il lavoratore) per “inesatto o incompleto adempimento”.
Problematiche legate ai trasporti pubblici
Tali caratteristiche non si ritiene possano essere attribuite al fenomeno del c.d. pendolarismo studentesco.
Il problema della inconciliabilità degli orari dei servizi di trasporto pubblico con l’orario scolastico, ed in particolare con ore di 60 minuti, è tutt’altro che una circostanza eccezionale ed imprevedibile.
Le eventuali difficoltà di trasporto, pertanto, devono essere oggetto di accorta e ponderata valutazione per ogni anno scolastico, dovendo dimostrarsi che sono oggettive e, appunto, insuperabili.
Nel caso in cui le difficoltà di trasporto pubblico connotino effettivamente il contesto territoriale, è allora ben evidente come non possa più sostenersi l’estraneità alla didattica e l’eccezionalità di tale circostanza.
Una diversa articolazione dell’orario di lavoro del personale docente che discende da una analisi di contesto, dunque, non può che comportare l’adozione di modelli organizzativi flessibili e coerenti con le logiche della riforma del sistema scolastico.
Non può dunque che ribadirsi la necessità del recupero delle frazioni di ora eventualmente non prestate dai docenti, ove la riduzione oraria sia estesa all’intera giornata scolastica; ciò, come ovvio, riguarderà la sola quota di tempo che eccede i limiti di cui alla C.M. 243/79, ove ricorrano i presupposti per la sua applicabilità come più sopra precisati.
Resta impregiudicato il diritto dei discenti a fruire di tutto il monte ore di lezione previsto.
A questo riguardo, è appena il caso di ricordare come – per gli studenti – le visite di istruzione costituiscano tempo scuola a tutti gli effetti.
Procedura e competenze
Conclusivamente, si rammenta come l’estensione temporale della c.d. giornata scolastica e la durata delle unità di lezione devono risultare, in ogni caso, espressamente indicate nel POF, documento da presentare alle famiglie utenti ad inizio anno scolastico.
Compete al Collegio docenti definire esattamente la durata dell’unità di lezione all’interno dell’arco temporale definito dal Consiglio di Istituto, che deve individuare l’orario settimanale delle lezioni, nonché l’ora di inizio e fine delle stesse relativamente a ciascun anno scolastico.
Il Dirigente, dal canto suo, all’interno delle operazioni di complessiva gestione dell’istituzione scolastica affidatagli, definirà compiutamente – adottando le modalità che riterrà più opportune – l’eventuale recupero del tempo scuola per gli alunni e del tempo lavoro per i dipendenti, come già più sopra precisato, tenendo sempre presente che l’orario di lavoro del personale docente va prestato a favore dell’intera scuola che si considera.
Il Direttore GeneraleGiuseppe Colosio

martedì 27 aprile 2010

Servizio Militare: trattamento di fine servizio

ripreso dal Giorrnale INPDAP n.15 mese di APRILE 2010
Riprendiamo l’argomento del servizio militare, già analizzato precedentemente sotto l’aspetto della sua incidenza sulla pensione, vediamo qual è la sua utilità rispetto al trattamento di fine servizio, che spetta al personale assunto nelle pubbliche amministrazioni a tempo indeterminato entro il 31/12/2000.
Il trattamento di fine servizio (tfs) si distingue in indennità di buonuscita per il personale civile e militare dello Stato e indennità di fine servizio per i dipendenti degli enti locali.
Il trattamento spetta a entrambe le categorie di lavoratori che hanno conseguito almeno un anno consecutivo di iscrizione al fondo previdenziale dell’Inpdap.
Osserviamo nello specifico come si può far valutare il servizio militare svolto nel calcolo delle indennità.
A titolo gratuito.
Per tutti coloro che hanno fatto il militare di leva a cavallo o successivamente alla data del 30 gennaio 1987 (data di entrata in vigore della legge 958/86), il servizio è valutato a domanda - a titolo gratuito-ai fini del calcolo del trattamento di fine servizio.
Infatti l’art. 20 della stessa legge stabilisce che il servizio militare prestato da un cittadino prima dell’immissione in una posizione di ruolo civile (in servizio permanente effettivo o in servizio continuativo per i militari) presso una pubblica amministrazione, è utile ex se ai fini previdenziali.
Il servizio prestato come ausiliario nei Corpi di Polizia o come obiettore di coscienza è equiparato a quello di leva.
Anche agli allievi delle accademie, delle scuole formative degli ufficiali, etc., che abbiano seguito i corsi per almeno 24 mesi, l’anno di leva ai fini del trattamento di fine servizio è valutato gratuitamente.
A titolo oneroso.
Il dipendente pubblico, che ha svolto il servizio militare prima del 30 gennaio 1987, perde il diritto all’accredito gratuito del servizio militare.
Per farlo riconoscere nel trattamento di fine servizio deve presentare domanda di riscatto, in questo caso a titolo oneroso.
Domanda di riscatto.
Il personale degli Enti locali e del comparto Sanità può presentare la domanda di riscatto del servizio di leva direttamente alla sede Inpdap competente.
Il personale statale deve presentare la domanda di riscatto all’amministrazione di appartenenza, che provvederà a certificare il periodo richiesto dal dipendente, i dati anagrafici e la situazione economica e giuridica di quest’ultimo.
Entro sei mesi dalla richiesta l’amministrazione del dipendente, dopo aver compilato Il modello, deve inviare la domanda alla sede Inpdap della provincia in cui il lavoratore presta la propria attività.
L’Inpdap, ricevuta la domanda, provvede a deliberare in merito e a darne comunicazione con raccomandata A.R.: il dipendente ha 90 giorni di tempo per accettare o rinunciare al provvedimento di riscatto.
DI Manuela Massini
Per saperne di più, clicca QUì

sabato 20 marzo 2010

Mobilità per docenti della Primaria e delle Medie-richiamo


«Necessaria la casella e-mail e la registrazione alle Istanze On Line scadenza per l'invio telematico: 22 marzo»

IUniScuola Mantova :Ecco la nota di richiamo del MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA-UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI MANTOVA
via Cocastelli, 15 - 46100 MANTOVA Tel: 0376 227 200 - Fax: 0376 32 79 72
posta elettronica: usp.mn@istruzione.it – PEC: uspmn@postacert.istruzione.it
sito Internet: http://www.mantova.istruzione.lombardia.it/

Ufficio Organici e movimenti del personale docente primaria e secondaria 1° grado
Prot. n° AOOUSPMN/RU/970 Mantova, 4.02.10
AI DIRIGENTI SCOLASTICI DELLE SCUOLE DEL PRIMO CICLO

OGGETTO: Domande di mobilità per la scuola primaria e secondaria di primo grado – Presentazione via web
In attesa dell’emanazione del contratto e dell’ordinanza ministeriale sui trasferimenti e passaggi del personale docente per l’a.s. 2010-11, il MIUR comunica con nota 1045 del 29 gennaio che le domande di mobilità dei docenti di scuola Primaria e Secondaria 1° grado avverranno solo ed esclusivamente via web, utilizzando il sistema POLIS (Presentazione Istanze On Line).
La Direzione Regionale con nota 1765 del 3 febbraio fornisce puntuali chiarimenti in ordine alle operazioni preliminari della procedura, anticipando la costituzione di un gruppo di lavoro in grado di supportare le scuole nella fase critica di presentazione delle domande.
I Dirigenti informeranno il personale docente dipendente del contenuto delle comunicazioni sopraccitate.
Si suggerisce di invitare i docenti obbligati (neo immessi in ruolo per attribuzione sede definitiva) o intenzionati a presentare domanda ad iniziare per tempo le procedure di registrazione, in modo da ottenere le credenziali complete in tempo utile per le operazioni di presentazione delle domande e prevenire problemi di eccessivo affollamento che potrebbe determinarsi a ridosso delle scadenze.
Nel sito Internet del MIUR, in Istanze On Line, è possibile scaricare la Guida per la Registrazione.
IL DIRIGENTE (Francesco Gentile)
allegati:
§ nota MIUR 1045 del 29 gennaio

§ nota 1765 del 3 febbraio dell’USR per la Lombardia